Marco Schiavon

Nato a Treviso, Si è diplomato brillantemente in oboe presso il Conservatorio “A. Steffani” di Castelfranco Veneto (TV) sotto la guida del M° A. Pietrobon.

E’ stato Primo Oboe dell’Orchestra Giovanile Italiana ed ha collaborato, sempre in qualità di Primo Oboe con alcune delle più prestigiose orchestre italiane e straniere tra cui: Fenice di Venezia, Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Budapest Festival Orchestra, Muncher Kammer Orchester, Orchestra del Teatro alla Scala e Orchestra della Suisse Romande suonando con prestigiosi direttori come: G. Sinopoli, L. Berio, F. Bruggen, V. Gergiev, W. Sawallisch, E. Imbal, G. Pretre, R. Muti, N. Mariner, D. Gatti , A. Lombard, M. W. Chung. L. Mazel e V. Ashkenazy. Svolge attività sia come solista che in formazioni da camera e nel 2004 ha vinto il concorso internazionale per Primo Oboe nell’Orchestra della Svizzera Italiana di Lugano, ruolo che attualmente ricopre.

Ha affiancato all’attività concertistica la passione per la scrittura drammaturgica ottenendo un positivo riscontro a numerosi concorsi nazionali come per esempio il primo premio al concorso “Martucci” città di Valenzano, il premio “Teatro Helios” al concorso “la Riviera dei monologhi” di Bordighera, è stato finalista al Premio “Lago Gerundo” e al concorso “Un bagaglio di idee”; si è inoltre aggiudicato il prestigioso “Premio Ipazia alla nuova drammaturgia contemporanea” con l’atto unico “STABAT MATER” ed il Premio Noax/Novuacs. E’ stato segnalato alla XIV edizione del Premio Fersen con il dramma” Whatsapp Edipo” ed è il vincitore della IV Edizione del Premio CENDIC Segesta con il testo “Il colore della forma”. Nel 2020 il suo testo “Rifiuti” è stato musicato dal compositore Alberto Cara e rappresentato alla sala Piatti di Bergamo e il suo corto “Studio di registrazione” è stato trasmesso dalla Radio Svizzera RSI. Ha scritto i testi per spettacoli con Lella Costa e Cristina Chinaglia realizzati dal Teatro sociale di Rovigo.

Nel 2023 è stato premiato al chiostro “Nina Vinchi” del teatro Piccolo di Milano con il premio come miglior monologo con il testo “Ci vuole fegato” nella XVII edizione del Concorso Europeo per il Teatro e la Drammaturgia Tragos e con il Premio Sipario con il racconto “Le memorie di un violoncello”. Ha partecipato alla rielaborazione drammaturgica del libretto dell’opera “Pigmalione” con cui il Teatro sociale di Rovigo si è aggiudicato il premio Abbiati 2024. La sua raccolta di poesie “I canti silenziosi degli aironi” è stata pubblicata per la casa editrice “Montedit” conseguendo il riconoscimento di miglior opera di ricerca poetico espressiva al Concorso Internazionale “Locanda del Doge”.